Come finisce il Concorso docenti

E all’improvviso, dopo mesi e mesi e mesi di sospensione, di attesa infinita, di consultazione compulsiva del sito Usr, alla ricerca di esiti, calendari, comunicazione, graduatorie…solo ora sei sicuro di avere vinto il concorso e, immediatamente, ti trovi nel vortice delle convocazioni per il ruolo, nell’ultima settimana di agosto, con ingresso a scuola il primo settembre.

Quel giorno in cui inizierà la tua nuova vita di insegnante, il lavoro che hai scelto e ti sei conquistato, ormai è lì, tangibile, lo vedi arrivare e ancora non sai dove si svolgerà il prossimo anno della tua vita. Non sai le sedi, non conosci le scuole, sai che gli idonei scorreranno, hai calcolato che i posti ci sono, ma si conosce solo il numero dei posti nazionali autorizzati per la tua CDC, nella tua regione, non quanti posti a provincia.

Se c’è qualcosa che ci ha accompagnato durante tutto il concorso è stato il senso di impotenza. Se le notizie non te le danno, se i siti non le pubblicano, in assenza di un luogo unico da consultare, mille patologie si sommano. Molta frustrazione, di sicuro. E serve molta controinformazione, fare gruppo, tenersi in contatto con tutti i mezzi sociali e pubblici possibili. Controllare tutto e giocare in anticipo.

Il concorso è una soap. Poi vedi come (non) funziona la catena Ministro>Miur>Usr>Usp>concorrente…percepisci il casino e ci stai anche male, a vedere l’Italia e l’Istruzione ridotte così.

Comunque. Alla fine escono i numeri e parte il gratta e vinci. Ogni Ufficio scolastico provinciale dice quanti posti dispone per i concorsisti e l’Usr ti convoca in una sede unica, per la scelta della Provincia dove vuoi lavorare. Nel nostro caso, A033 Toscana, la sede comodissima è Massa. E’ il 26 agosto 2014.. E’ un momento emozionante. Se riesci a prendere posto nella città in cui vivi, cambi solo lavoro, ma se non ci riesci…almeno per un anno, devi cambiare tutta la tua vita. Nel mio caso è andata bene. Cambio tutto, ma sono a casa.

Il 29 agosto firmi, il tempo di realizzare non c’è, perchè il primo settembre è domani e all’improvviso non sei più un concorsista, ma un insegnante. Dalla teoria alla pratica in 22 mesi 🙂

Sono una prof ora. Me e la scuola. Finchè pensione non ci separi.

09. novembre 2014 by arteimmagine
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